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RESISTO DUNQUE SONO


E' disponibile in tutte le librerie la 7° EDIZIONE del libro "Resisto dunque sono"

C’è una buona notizia: ora sappiamo con certezza che gli esseri umani sono stati progettati per affrontare con successo difficoltà e stress. Discendiamo da gente che è sopravvissuta a un’infinità di predatori, guerre, carestie, migrazioni, malattie e catastrofi naturali.
Noi siamo costruiti per convivere quotidianamente con lo stress. A questo scopo possediamo dentro di noi, come un dono, un insieme di risorse che abbiamo ereditato dal passato e che costituiscono la nostra «resilienza». Ed è la resilienza la norma negli esseri umani, non la fragilità; la resilienza psicologica, ovvero la capacità di persistere nel perseguire obiettivi difficili, fronteggiando in maniera efficace le difficoltà che ci si presentano.
L’individuo resiliente ha una serie di caratteristiche psicologiche inconfondibili: è un ottimista e tende a «leggere» gli eventi negativi come momentanei e circoscritti; ritiene di possedere un ampio margine di controllo sulla propria vita e sull’ambiente che lo circonda; è fortemente motivato a raggiungere gli obiettivi che si è prefissato, è incline a interpretare i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità piuttosto che come una minaccia, e di fronte a sconfitte e frustrazioni tende a non perdere la speranza.
Ma la notizia migliore è che resilienza può essere potenziata. Possiamo imparare a gestire lo stress. E nella nostra cultura c’è un ambito che può promuovere in modo strutturale la resilienza: il mondo dello sport che può essere utilizzato come metafora, ma anche come disciplina da cui mutuare metodologie ed esperienze ...
 
 
"La capacità di resistere allo stress, di superare gli ostacoli e di rimanere motivati nel perseguire i propri obiettivi: questa è la "resilienza". Ho trovato estremamente interessante l’idea che la si possa costruire, allenare. E soprattutto insegnare alle nuove generazioni. Se lo sport deve servire per dare qualcosa di buono ai giovani, questa potrebbe essere la strada. Dai campioni dello sport e dalle loro storie possiamo apprendere tecniche e metodologie per portare nella vita – nella scuola, nel mondo del lavoro, nel quotidiano – la capacità di essere resilienti. È il mio augurio. Credo che oggi nel nostro mondo ci sia bisogno di molta resilienza."

Dalla prefazione di Cristian Zorzi
Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Torino 2006



"Trabucchi analizza prestazioni e carriere di una serie di personaggi che ha conosciuto direttamente o con cui ha lavorato; si va dai campioni olimpici come Giorgio Di Centa a Christian Zorzi, a quelli che l’autore definisce i quattro personaggi assoluti dell’Endurance (Bruno Brunod, Roberto Ghidoni, Marco Olmo e Dawa Sherpa), a campioni straordinari dello sport disabile (come Fabrizio Macchi o Alberto Ceriani), fino a semplici e sconosciuti amatori. E finisce per dimostrare che la resilienza è soprattutto un problema cognitivo, cioè legata al modo in cui decidiamo di vedere gli eventi della vita. Terminando con tre capitoli applicativi, riguardanti le metodologie per aumentare la resilienza personale: negli atleti, nei bambini e nel mondo del lavoro."

"Correre" Sport Magazine